Inaugurazione MBE

Motor Bike Expo 2022: voglia di libertà e di avventura

Edizione difficile ma successo centrato: il Motor Bike Expo 2022 si è tenuto a Veronafiere, e questo è già un ottimo risultato. Continua la passione per le custom e per le special ma cresce ancora quella per il fuoristrada: sono stati esposti numerosi modelli tassellati (da listino e storici) ed è stata presentata una serie ricca di eventi dedicati  all’adventouring. La “Ice Racer” dell’atelier svizzero T4 Motorcycles si aggiudica il prestigioso MBE Award.

Il Motor Bike Expo si è concluso domenica 16 gennaio con un bilancio decisamente positivo, nonostante le difficoltà del periodo dovute all’ondata Covid. L’affluenza del pubblico è stata limitata proprio da questo, ma per il settore moto l’evento veronese lancia un forte segnale di ottimismo. Ottima, in particolare, la risposta dei media per questo salone dalla formula atipica, che oltre a rappresentare il mondo della moto dalla parte delle aziende e degli operatori offre un’ampia partecipazione dei motociclisti “praticanti”.

Con 600 espositori, 8 padiglioni occupati, 94 eventi in programma su quattro giornate, il Motor Bike Expo 2022, inaugurato dal taglio del nastro del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha centrato tutti gli obiettivi compatibili con le normative vigenti.

“Ancora una volta l’incontro tra economia e passione segna la forza di MBE” dichiara Paola Somma, co-fondatrice della Manifestazione. “Il messaggio che ci trasmette la moto è di tornare a correre, in libertà, con la grinta e la determinazione che c’è in ogni motociclista”.

Successo anche per Veronafiere

È un successo anche per Veronafiere, che ha dimostrato di saper reagire alle avversità del periodo. Secondo Maurizio Danese, il Presidente: “Si tratta di un’altra sfida vinta per il sistema fieristico, sia dal punto di vista organizzativo che commerciale. Il Motor Bike Expo ha confermato una volta di più che le fiere possono e devono restare aperte grazie ai più severi protocolli di prevenzione che anche in questa occasione hanno dimostrato tutta la loro efficacia”.

Conclude i commenti di questa edizione il patron Francesco Agnoletto, con un particolare ringraziamento: “Gli ampi spazi del quartiere fieristico si sono rivelati una risorsa fondamentale e i sistemi d’ingresso e sicurezza di Verona fiere sono stati un grande alleato per la riduzione dei disagi e per il raggiungimento di questo importante risultato”.

Le presenze ufficiali

 

Come sempre sono state numerose le presenze delle Case motociclistiche e tra queste brilla quella di Ducati, che oltre alla gamma, con le note Multistrada V4 S e V2 e la raffinata Scrambler Urban Motard, ha finalmente mostrato dal vivo la DesertX, che ha subito catalizzato l’attenzione del pubblico. C’era poi Yamaha, che al prototipo T7 Rally Edition, sviluppato su base Ténéré 700 in collaborazione con Alessandro Botturi, ha affiancato la You Experience, serie di eventi dal Ténéré Spirit, che comprende il Ténéré Challenge, trofeo MotoRally articolato su 4 prove da Marzo a Settembre in diverse località d’Italia, studiato per cogliere l’equilibrio tra divertimento e competizione, e il Ténéré Adventouring con l’Alp Tourist Trophy, circuito di eventi moto-turistici con classifica basata sull’abilità di navigazione e sulla regolarità di marcia (tutte le informazioni qui).

C’erano poi la Benelli, che ha riproposto, dopo EICMA (qui il nostro articolo), la nuova TRK 800, l’enduro stradale di maggiore cilindrata attesa da tempo, con motore bicilindrico di 800 cc e 76 CV, ma sempre facile, poco impegnativa; la Royal Enfield, con le sue ottime moto d’accesso, con stile e prezzi accessibili, la Himalayan, agile fuoristrada monocilindrica di 500 cc e la Meteor 350, piccola cruiser, ben fatta, con ottime finiture e dal prezzo imbattibile. Oltre ai modelli in listino, oggi in gran forma, la Royal Enfield ha esposto un bobber ispirato alla saga di “Star Wars” su base Meteor 350, la Continental GT 650 Belstaff, personalizzata con lo storico marchio inglese, e la GT 650 realizzata con Harris Performance e battezzata Nought Tea GT.

Le special su base BMW R 18

 

La BMW spinge sempre forte sulla personalizzazione della R 18, e ha presentato in forma ufficiale due modelli: la R 18 M, dall’aspetto sportivo, e la R 18 Aurora, interpretata da Garage 221 nel segno della tradizione BMW, con parti di provenienza da altri modelli della casa stessa e la livrea che richiama la RT 100 del 1983.

Oltre ai modelli delle grandi Case, il Motor Bike Expo ha offerto la possibilità di scoprire costruttori emergenti. Come la Brixton, che ora sale di categoria con la nuova Cromwell dalla linea classica, spinta dal nuovo bicilindrico parallelo da 1.200 cc, con 82 CV a 6.500 giri/min, 108 Nm a 3.500 giri/min, due modalità di guida, controllo di trazione. Ben nota, invece, la Italjet, che rende ora disponibile anche in Italia il nuovo Dragster in due motorizzazioni (125 e 200 cc), con telaio a traliccio e sospensione anteriore ISS.

Le altre special

 

Oltre alle classiche custom americane, regine del Motor Bike Expo, ci sono state numerose special. Tra queste citiamo i lavori di Bottega Bastarda, che a fianco di un’estrema Benelli Tornado freestyle, con il serbatoio e la carrozzeria in acciaio lavorati a effetto ruggine e componentistica di derivazione aeronautica, ha presentato tre kit per la BMW K100, che si può trasformare in Pure (naked), Cafe Racer e Scrambler. Apache Custom a fianco di uno splendido, e raro, sidecar d’epoca Norton Commando da 830 cc realizzato dall’officina inglese Wasp, ha mostrato un’altrettanto rara racer da collezione (sotto l’etichetta Reparto Sportivo): la superbike Harley-Davidson VR1000 del 1994 verniciata double face nero sul lato sinistro e arancio sul destro, ancora intonsa e di grande valore poiché all’epoca realizzata in soli 50 esemplari.

Gli USA a quattro ruote

Le quattro ruote sono sempre gradita presenza al Motor Bike Expo, in particolare le classiche americane in stile hot rod. Il Car Club ‘50 Brothers ha ideato un allestimento in tema, con diverse auto americane degli anni 20 e 30 tra cui spiccano la Ford French Head del 1934 con motore da 4.700 cc e una Ford Model A da 3.900 cc datata 1930. Più variegato il parco auto del Rumblers Car Club: una Nash del ’30 con compressore volumetrico, una Chevrolet ’49 custom con tetto abbassato, una Plymouth Fury del’58 (la “Christine” di Stephen king), e una Thunderbird ’61 in puro stile Sixties.

È tempo di off-road

Oggi è tempo di off-road, come testimoniano la quantità di moto esposte, nuove e anche recuperate, in particolare dagli anni ’80, e le numerose iniziative di stampo agonistico e turistico. Continuano a crescere anche gli eventi che mixano le due tipologie, unendo una sana competizione con il piacere di guidare la moto in compagnia. Come lo Swank Rally di Sardegna: presentato da Adventure Riding e Deus Ex Machina è in programma dal 27 settembre al 1° ottobre. Si parte dal prologo in notturna al Ciglione della Malpensa e si arriva a Genova. Lì ci si imbarca per la Sardegna, dove si svolgeranno tre tappe, un nuovo percorso di 1.200 km con base a Orosei. Sono ammessi massimo 200 partecipanti divisi nei gruppi Rally, competitivo, con categorie enduro pre-2000 e moderne (navigazione a roadbook) ed Experience, amatoriale, che possono partecipare usando una più facile traccia GPX.

I vincitori dell’MBE Award

 

La giuria del Motor Bike Expo, composta dai tre giudici statunitensi Michael Lichter, Ray Drea e Darren McKeag, ha stilato la top 10 di questa edizione. Ha assegnato anche l’MBE Award, titolo che equivale alla “più bella della fiera”: lo ha vinto la SG5 della svizzera T4 Motorcycles, costruita a mano ispirandosi alle moto americane delle gare sul ghiaccio. Si è imposta su una concorrenza di altissimo livello, tra cui citiamo i customizer Abnormal Cycles, Riccardo Somenzi, Rock’Roll Motorcycles, Pig’s Foot Clan, Nikobikes, Gallery Motorcycles, PDF Punto di Fuga, Boccin Custom Cycles e South Riders.

La scena Custom italiana

La scena custom italiana è sempre attiva, di altissimo livello e animata da nomi di spicco; ecco una breve carrellata. C’erano Carlo Colombo di Asso Special Bike, che ha offerto la possibilità di acquistare in fiera le proprie storiche custom esposte nel suo showroom di Erba. Boccin Custom Cycles, che ha realizzato un chopper in versione speciale dedicato a un caro amico con problemi di mobilità, una  Softail del 1988 con ruote ruote gemellate, in livrea rosso Candy con finiture rosso oro. Frankino, dell’officina torinese ChopWorks e noto per i chopper Frisco Style, ha presentato un modello su base Harley-Davidson Panhead del 1957 in stile anni ’60 con una springer, il serbatoio peanut e un fanale auto Pontiac.

Matteo Fustinoni di Hazard Motorcycles si è dedicato alla “Chop Drag”, realizzando un’Harley-Davidson ad alte prestazioni, con il bicilindrico Screamin’ Eagle 110, alimentato da un carburatore doppio corpo e rifinito con la migliore componentistica italiana. I Nikobikes, padre e figlio, si sono dedicati alle vecchie Harley-Davidson in Japan Style mostrando una Sportster ispirata al manga giapponese Hurricane Polimar. Dall’atelier laziale Vallese Garage è arrivata una modernissima Lowrider ispirata alle moto delle attuali gare americane delle bagger, con il motore da 1.890 cc, la carrozzeria in fibre composite e la migliore componentistica racing.

L’eccentrico preparatore norvegese Michael Henning, infine, ha ribattezzato la sua filosofia costruttiva “Gentleman Style”: l’ideazione avviene in salotto, la lavorazione in cantina, le rifiniture nella cucina di casa. Ha portato la Eduard, custom su base Triumph del 1956 con il telaio fatto in casa, una forcella militare del 1942 e un manubrio Ural.

Franco Picco

 

Franco Picco, 66 anni, veterano dei rally raid, ha raccontato a giornalisti e appassionati l’esperienza alla sua 28esima Dakar disputata in Arabia Saudita. All’esordio sulla Fantic Rally 450, è arrivato al traguardo: 8.375 km con 12 prove speciali, 72° posto assoluto, 6° nella categoria Veteran over 50.

“È stata una Dakar vera,” ha dichiarato “con tanti chilometri e tante difficoltà, nella quale è stato importante sapersi gestire. Soprattutto nella seconda settimana, la più insidiosa per la superficie più secca del tracciato, ciò che contava era pensare a non rompere la moto”.

Nell’occasione ha incontrato l’esordiente Danilo Petrucci, ex MotoGP, e gli ha dato qualche consiglio. “Era zoppicante dopo la caduta su una duna, gli ho detto di stare attento, perché la gara è lunga e insidiosa. A differenza della velocità in pista, qui non si può cercare il limite in curva rischiando la caduta, l’importante è non sbagliare”, ha suggerito Picco. “Forse l’ha penalizzato la scarsa padronanza tecnica della moto, per il resto è stato veloce dimostrando di saper gestire la corsa e la navigazione”.

Appena rientrato in Italia, Franco Picco ha ricevuto l’invito a partecipare all’Africa Eco Race, in programma a marzo.

Le Special senza marce

 

A fianco delle massicce bicilindriche americane c’è stato il contest “Special Senza Marce“: una dozzina di cinquantini che ha conquistato la simpatia degli appassionati. C’erano mezzi di grande fantasia, dall’Honda Cub versione Rothmans GP anni ’90 agli immancabili Ciao Piaggio e Honda Monkey. L’ha spuntata il Garelli III serie di Giacomo Zanetti, trasformato in una moto vintage sottocanna degli anni 10; premio speciale alla Vespa Super Special III Serie di Lino Brotto.

Le storiche moto americane

Accanto alle customizzazioni più spettacolari, c’è oggi una corrente di recupero delle moto originali, e tra queste hanno sorpreso il pubblico le due Indian classe 1927 esposte nello stand-museo di Abnormal Cycles. Entrambe con motore da 600 cc montato su un telaio compatto con sospensione a balestra, non saranno facilissime da guidare, con il gas a sinistra, la frizione a pedale, il cambio a mano; apprezzabile il fatto che sia stata accuratamente preservata la verniciatura quasi secolare.

Un approccio diverso, votato al restauro, distingue le moto di Classic Motorcycle, che recupera rare moto americane d’epoca. Ha esporto una fantastica Henderson 4 cilindri in linea da 1.100 cc del 1919 e una Harley-Davidson Knucklehead 1.000 del ’39, pezzi entrambi pregati.

Rally-tour e moto classiche

Il moto club MAAN Motocicli Audaci ha presentato il sesto round di Dust’n Sardinia, tour su strada e fuoristrada riservato alle scrambler che si terrà dal 3 al 5 giugno (purtroppo tutti i posti sono già stati assegnati). A questo si affianca l’Audax 1000, in programma dal 2 al 4 settembre, riservato a 20 cafe racer e special, 1000 chilometri in tre giorni attraverso le bellezze della Sardegna, con prove speciali navigate da cartine topografiche d’epoca. MAAN Motocicli Audaci devolverà il ricavato della gran fondo in beneficenza.

Sempre in tema off-road: si sono potute ammirare la Cagiva Elefant di Edi Orioli e la Yamaha di Franco Picco, protagoniste dei rally raid degli anni ’80 e ’90. C’erano inoltre le Cagiva 904 SP prima serie Marathon di Orioli e di Jordi Arcarons usate nella Dakar 1994, la replica della SP II Marathon dell’edizione successiva e la Yamaha Super Ténéré di Picco in livrea Chesterfield.

L’appuntamento del 2023 è già fissato dal 26 al 29 gennaio.