Carenza di semiconduttori

Carenza di semiconduttori: il commento di Kawasaki

Il mercato moto va forte ma potrebbe andare ancora meglio. Le case motociclistiche (ma in generale tutte le aziende) sono in difficoltà per via della carenza dei semiconduttori e delle resine; a questo si aggiunge la crisi dei trasporti. Ecco il commento dell’amministratore delegato di Kawasaki Motors Europe, Kenji Nagahara:

“Una serie di fattori stanno attualmente influenzando le nostre fabbriche in termini di fornitura di parti e materiali. Come molti altri produttori di moto siamo stati colpiti dalla grave carenza di semiconduttori, che sono una componente vitale di molte motociclette della nostra gamma. Una parte integrante dei sistemi di base come la frenata ABS. L’improvvisa enorme richiesta aggiuntiva negli ultimi dodici mesi di computer portatili e altri beni che si basano su semiconduttori è stata sicuramente un fattore determinante nel causare la crisi. Inoltre, alcuni dei principali fornitori hanno avuto seri problemi nei loro stabilimenti. In aggiunta a ciò, i problemi causati da circostanze totalmente impreviste – come il recente blocco del Canale di Suez e la sua conseguente influenza sui trasporti globali e sulla disponibilità di container – hanno dato vita a ciò che possiamo definire una tempesta perfetta”.

Carenza di resine

Nagahara elenca altre condizioni che hanno complicato la situazione:

“Ad aggravare il problema dei semiconduttori, c’è anche la carenza globale delle resine specifiche necessarie per la produzione di alcune componenti. Questo triplice colpo alla produzione è una vera sfida. Non possiamo semplicemente scambiare una resina con un’altra poiché tutti i materiali utilizzati nella produzione sono testati e approvati secondo la legge dell’UE e omologati. È un aspetto su cui la fabbrica sta facendo attente valutazioni e speriamo di risolvere i problemi che stiamo affrontando quanto prima. Queste vicissitudini non sono esclusive di Kawasaki. La maggior parte dei produttori che utilizzano questi semiconduttori e queste resine, sono stati colpiti in egual modo dall’interruzione delle spedizioni globali e della movimentazione dei container per la chiusura del Canale di Suez. È nell’interesse di Kawasaki trovare un risposta rapida al problema.”

L’impegno di Kawasaki

In chiusura Nagahara spiega come Kawasaki stia cercando di ridurre al minimo qualsiasi impatto:

“Molte concessionarie Kawasaki sono state aperte durante la pandemia mantenendo intatto il loro organico. Ora, mentre la situazione e le normative cambiano, molti concessionari Kawasaki in tutta Europa stanno aprendo le loro porte ai clienti desiderosi di godersi le loro moto. Le scorte dei rivenditori vengono monitorate quotidianamente e stiamo fornendo l’inventario dal nostro magazzino europeo. Il nostro obiettivo è mantenere la fornitura del prodotto il più possibile mitigando eventuali carenze o problemi di produzione entro le nostre capacità. Ringraziamo anticipatamente clienti e rivenditori per la loro pazienza e promettiamo che faremo tutto il possibile per affrontare questa sfida”.

La crisi dei trasporti

Al blocco del Canale di Suez si è recentemente aggiunto un problema molto più grave, che – direttamente o indirettamente – coinvolge la maggior parte delle aziende: il porto di Yantian (Cina meridionale), centro di smistamento merci tra i più importanti del Paese, è bloccato causa coronavirus. Il problema inoltre non è circoscritto: interessa anche i porti di Shekou e Nansha, che a loro volta coinvolgono a cascata anche gli altri scali cinesi, mettendo in crisi l’intero sistema mondiale delle consegne. Il problema sanitario non è grave, ma oggi la Cina applica regole severissime e in caso di problemi blocca tutte le attività.